A Rapolla il “baratto amministrativo”: ecco come funziona

Si chiama “baratto amministrativo” ed è una delle nuove frontiere del rapporto partecipato tra i cittadini e i Comuni. Introdotto dal decreto “Sblocca Italia” (poi...

2808 0
2808 0

Si chiama “baratto amministrativo” ed è una delle nuove frontiere del rapporto partecipato tra i cittadini e i Comuni. Introdotto dal decreto “Sblocca Italia” (poi convertito in legge 164/2014), l’istituto deve il suo nome a una sorta di “scambio” che avviene tra l’Amministrazione comunale e i cittadini in difficoltà economiche: questi, infatti, possono offrire la propria manodopera in cambio di una riduzione o dell’esenzione di specifiche tasse comunali. Il Comune di Rapolla è stato tra i primi a dotarsi di questo istituto, con una delibera del Consiglio approvata il 9 novembre 2015. I cittadini interessati potranno fare domanda entro il 30 aprile, e il “baratto” si applica ai tributi non pagati nel corso dell’anno precedente.

Vediamo come funzionerà questo strumento nel caso rapollese, tenendo conto che la legge lascia spazio ai comuni per quanto riguarda la regolamentazione di dettaglio. L’Amministrazione ha fissato innanzitutto l’importo complessivo del baratto per l’anno 2015, pari a 5000 euro. L’Ufficio tecnico, insieme all’Assessorato ai lavori pubblici, individuerà poi gli interventi specifici che i cittadini aderenti al “baratto” saranno chiamati ad adempiere (in genere si tratta di lavori di piccola manutenzione e per il decoro delle aree pubbliche): secondo il regolamento rapollese ogni “modulo” di attività, composto da 8 ore, ha un valore simbolico di 40 euro. Ciò significa, ad esempio, che per estinguere una morosità di 100 euro il cittadino inadempiente dovrà svolgere 20 ore di attività.

Il regolamento prevede inoltre una graduatoria a punteggio nel caso in cui l’importo totale delle richieste fosse superiore all’importo complessivo del baratto amministrativo: l’assegnazione dei punti privilegia coloro che si trovano in condizioni economiche o sociali particolarmente sfavorevoli (stato di disoccupazione, più minori a carico, invalidità, ecc.). In ogni caso, condizione necessaria per la presentazione della domanda è un indicatore ISEE non superiore a € 7500.

«Il baratto amministrativo consente così al comune di venire incontro alla delicata situazione economica di alcuni cittadini senza gravare ulteriormente sulle loro tasche, e contemporaneamente permette agli stessi cittadini di dare un piccolo ma significativo contributo alla cura del paese», spiega sul suo sito il sindaco Michele Sonnessa. Si stratta certamente di uno strumento virtuoso nell’ottica di un’amministrazione condivisa, e Rapolla si propone di rappresentare un esempio per i comuni lucani.

In this article

Join the Conversation

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code