Basilicata, Europa.

Quante volte abbiamo sentito dire, “ce lo chiede l’Europa” per giustificare alcune misure che altrimenti sarebbero risultate impopolari? Quante volte abbiamo dato la colpa della...

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Quante volte abbiamo sentito dire, “ce lo chiede l’Europa” per giustificare alcune misure che altrimenti sarebbero risultate impopolari? Quante volte abbiamo dato la colpa della crisi economica all’Euro ed alle Istituzioni europee in generale? Ecco, queste due argomentazioni, che sono superficiali e banali al contempo, ci hanno catapultato in un clima sociale per cui l’Europa è vista come un nemico.

Io, un po’ per gli studi in Relazioni Internazionali e un po’ per passione e curiosità mia, ho sempre cercato di scavare più a fondo e non soffermarmi sulla superficie, che genera questo tipo di fraintendimenti. Certo, non è la migliore Unione possibile in questo momento, ma sta a noi cittadini cercare di contribuire affinché l’Europa diventi davvero una “casa comune”.

“L’Europa arriva in Basilicata” era il tema dell’incontro che una decina di giorni fa si è tenuto a Potenza, con l’obiettivo di stimolare il dibattito sul futuro dell’Unione e fare il punto sulle opportunità offerte dall’UE sul territorio. Alessandro Giordani, capo settore comunicazione della rappresentanza in Italia della Commissione Europea ed Ewelina Jelenkowska-Luca, capo settore stampa e media, sono intervenuti per dare un segno tangibile della vicinanza delle Istituzioni, troppo spesso percepite come distanti dai cittadini, lucani, italiani ed europei contemporaneamente, off course!

Diciamo che, a parte i discorsi generali sull’importanza del voto di maggio per i prossimi anni di programmazione e per la vita politica, anche nazionale, mi vorrei soffermare su tre temi che sono emersi e secondo me hanno un impatto considerevole nella nostra quotidianità.
Partiamo dalla politica di coesione economica e sociale europea, che nello scorso periodo ci ha visto distinguerci per il buon utilizzo dei fondi europei; “la Basilicata si conferma tra le regioni europee che rientrano nel cosiddetto obiettivo convergenza. Questo significa che è destinataria di una particolare attenzione nell’ambito della Politica di coesione dell’UE”. Il Fondo sociale europeo (FSE), che avrà una dotazione di 10 miliardi di euro all’anno dal 2014 al 2020, è la principale fonte di sostegno finanziario per aiutare le persone a trovare un lavoro e a migliorare le proprie competenze. In questo contesto, è essenziale che l’Italia dia la massima priorità all’attuazione del nuovo strumento  “Garanzia per i giovani” quando deciderà come spendere le risorse del FSE per il periodo 2014-2020. “In particolare la Basilicata, con il 36,49% di under 25 disoccupati o inattivi, rientra tra le regioni che potranno accedere al programma europeo “Garanzia Giovani”, che assicurerà offerte concrete di lavoro, formazione o stage entro quattro mesi dalla conclusione degli studi o dalla perdita del lavoro”. Non facciamoci trovare impreparati.

Il secondo punto chiave riguarda la candidatura di Matera a capitale europea della cultura per il 2019. A parte il fatto che sto già notando un rinascimento culturale stimolato da questa possibilità, credo che l’opportunità sia ghiotta per rilanciare tutta la nostra regione a livello europeo e globale. “Una volta designata ufficialmente”, infatti, “la futura capitale della cultura potrà ottenere, a seguito di due incontri di monitoraggio, 1,5 milioni di euro che l’Europa destina attraverso il programma Europa Creativa, per sostenere le relative attività”. Niente male, a mio modesto parere.

L’ultimo spunto di riflessione riguarda Potenza ed il suo rapporto con l’Europa: “il comune di Potenza è stato capofila del progetto ENER SUPPLY finanziato dall’UE all’interno del programma transnazionale South-East Europe”. L’obiettivo è fornire supporto e competenze alle amministrazioni locali per svolgere un ruolo di primo piano nel ridurre l’impatto sull’ambiente e migliorare la gestione finanziaria in materia energetica. “Il progetto, conclusosi nel 2012, ha portato alla realizzazione di una serie di mappe sulle possibilità di sfruttamento delle Energie alternative nei territori coinvolti nel progetto, in particolare per l’area di Potenza”. South-East Europe sostiene progetti sviluppati nell’ambito di quattro assi prioritari, l’innovazione, l’ambiente, l’accessibilità e la crescita sostenibile, per migliorare competitività e integrazione in alcune regioni sensibili del territorio europeo. Inoltre, all’interno del programma, “il comune di Potenza fa attualmente parte del progetto EnVision’2020 di cui è capofila la città di Sofia. Anche questo progetto è focalizzato sul tema dell’energia, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e favorire lo sviluppo sostenibile dei territori coinvolti, diminuendo l’impatto dell’inquinamento”.

Ora, dobbiamo innanzitutto essere informati (ci possono aiutare i centri Europe Direct sul territorio) su questi progetti e sul loro tangibile effetto sulla nostra vita quotidiana. Se e quando avremo la prova empirica che non ne abbiamo beneficiato, allora potremo protestare e proporre modelli di spesa alternativi che riteniamo possano essere più efficaci e concreti. Ma, a mio modesto avviso, lamentarsi e incolpare qualcuno a caso, è un atteggiamento poco utile e ancor meno costruttivo di cui il momento storico che stiamo vivendo non ha assolutamente bisogno. Siamo lucani, siamo italiani, siamo europei, non facciamoci ingannare: osserviamo la realtà che ci circonda e diventiamo propositivi e proattivi, è fondamentale per il nostro futuro, prossimo.

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