della rete, di telegram e di un 2016 differente

Di bilanci di fine anno e di propositi per il 2016 ne abbiamo letti fin troppi, in giro per i social networks. Per non parlare delle polemiche...

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Di bilanci di fine anno e di propositi per il 2016 ne abbiamo letti fin troppi, in giro per i social networks. Per non parlare delle polemiche infinite sul capodanno di Rai1…

Il primo post del 2016, invece, voglio dedicarlo al concetto di rete ed alle potenzialità che ci fornisce e che noi cittadini abbiamo il dovere di sfruttare.

A #festivalmente si è materializzata solo una delle innumerevoli possibilità che la rete ci fornisce: abbiamo riunito a Grassano molte realtà che fino a prima avevano parlato solo sul web, e siamo riusciti a coinvolgere vari livelli di amministrazione in un dialogo che auspichiamo costruttivo.

Uno che di rete se ne intende e che si spende per tesserne dal basso, è Francesco Piero Paolicelli (Piersoft per tutti), che si sta distinguendo in Italia per il grande lavoro su open data, coding e ultimamente sui bot di telegram, (invito a leggere questo post per averne contezza); un esempio su tutti: @opendataleccebot un sistema che interroga i dati rilasciati dal comune di Lecce in formato “open” e fornisce indicazioni pratiche ai cittadini (meteo, eventi, traffico, qualità dell’aria…).Schermata 2015-01-03 alle 13.24.42

Nel suo ultimo post ha spiegato come creare un canale telegram, e quasi contemporaneamente ne ha fatto uno per noi: si chiama “Aggregatore notizie basilicata” ed è una sorta di agenzia stampa con tutte le notizie pubblicate online da basilicatanet, quotidiano e gazzetta (potete trovarlo anche con @stampabasilicata, se volete restare aggiornati).

E’ solo la prima delle novità che ci aspettano, con @osservatorelucanobot proveremo ad interrogare gli open data regionali e far capire ai cittadini l’importanza di avere i dati aperti e la necessità di chiederli e consultarli.

A questo proposito, consiglio di ascoltare l’intervista che Ernesto Belisario ci ha rilasciato per il mio workshop a #festivalmente, la trovate in calce a questo post: “il cittadino, a differenza del suddito, (…) chiede trasparenza, chiede i dati; verifica e preme affinchè le amministrazioni pubblichino le informazioni…”

La speranza è che l’ecosistema favorevole all’uso dei dati, magistralmente spiegato da Vincenzo Patruno in questo post,  possa crescere e il desiderio di questo spazio web è di contribuire a questa rivoluzione civica in atto e rendere accessibili, comprensibili ed utilizzabili i dati che abbiamo a disposizione. E, perché no, richiederne altri che non sono ancora pubblici: in fondo è un nostro diritto e faremmo bene se lo inserissimo tra i buoni propositi per il 2016.

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