Festival della Divulgazione, quando la conoscenza è condivisa

Lo scorso fine settimana ho avuto la fortuna di partecipare, da volontario, alla prima edizione del Festival della Divulgazione, organizzato a Potenza dall’associazione...

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Lo scorso fine settimana ho avuto la fortuna di partecipare, da volontario, alla prima edizione del Festival della Divulgazione, organizzato a Potenza dall’associazione Liberascienza sotto la direzione generale di Pierluigi Argoneto. Una bellissima iniziativa – ancora più intensa da vivere “dietro le quinte”, aggiungo – caratterizzata da un ricco programma di tre giorni.

Se il tema del Festival è la divulgazione, il suo spirito sta nella condivisione. Condivisione della conoscenza, circolazione del sapere. Non solo dagli addetti ai lavori al pubblico, ma anche tra gli stessi esperti nelle diverse materie, che dunque vanno ripensate non più come compartimenti stagni, ma come vasi comunicanti. Per questo il Festival della Divulgazione ha dato spazio alla biologia come alla letteratura, alla medicina come al teatro, fino alla chiusura di domenica sera all’auditorium di Tito, con uno spettacolo dedicato a Leonardo Da Vinci, la figura che forse più di ogni altra nella storia ha impersonato la sete di conoscenza universale.

Ecco quindi susseguirsi fra gli altri appuntamenti, nel programma del Festival, la neuroscienza filtrata dalle incredibili opere iperrealiste di Emanuele Dascanio, i beni culturali nel mondo dei social network spiegati da Giuseppe Ariano, la Luna raccontata dal chimico lucano Giovanni De Maria che la toccò letteralmente con le mani, i grandi misteri dell’universo che diventano accessibili grazie alle parole dell’astrofisico Amedeo Balbi, i nuovi linguaggi della politica spiegati da Marco Damilano, fino all’importanza di una divulgazione medica rigorosa testimoniata dal virologo Roberto Burioni. Particolarmente interessante per i temi cari a Osservatore lucano l’incontro dedicato a Open Migration, il progetto di data journalism che ha l’obiettivo di spiegare l’immigrazione con numeri, grafici e dati, senza pregiudizi: a parlarne c’erano Antonella Napolitano, responsabile comunicazione della Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, e il giornalista del TG2 Valerio Cataldi, che ha seguito in prima persona gli sbarchi sulle nostre coste. Entrambi hanno dovuto sottolineare la ancora scarsa cultura, nel mondo dell’informazione, del giornalismo basato sui dati, approccio che invece potrebbe aiutare enormemente a inquadrare meglio le questioni della nostra attualità.

Tra gli eventi del Festival, oltre agli incontri e ai laboratori – tra cui la mostra interattiva “Le ruote quadrate”- nelle aule dell’Università, anche gli eventi serali a Tito, come la proiezione del documentario Le Due Sicilie di Alessandro Piva e il concerto dei Mokadelic. Appuntamento all’anno prossimo!

 

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