I registi di Mine a Potenza: ecco un’intervista speciale!

Sono due artisti di talento e collaborano spesso per progetti audiovisivi, e hanno organizzato una grande sorpresa per i cinefili lucani: no, non sto parlando...

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Sono due artisti di talento e collaborano spesso per progetti audiovisivi, e hanno organizzato una grande sorpresa per i cinefili lucani: no, non sto parlando di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, registi di Mine e ospiti d’onore sabato 17 a Potenza, ma di Dario Molinari e Silvio Giordano. Forse vi ricorderete di loro (semicit.) per lavori come The Prince of Venusia e vi consiglio di vedere questo bellissimo fashion-video per atelier art259design,  Insomma, questi due hanno scatenato l’inferno pur di portare in città Fabio&Fabio.

Ho fatto una chiacchierata con Dario, ecco cosa ne è venuto fuori. io

– In poche parole, che storia è quella dei registi di Mine? 

Da quello che ho potuto apprendere in giro in rete, ma anche dalla loro biografia riportata sul sito della loro casa di produzione MERCURIODOMINA, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, in arte Fabio&Fabio, sono due videomaker, conosciutisi nel 1995 nel liceo scientifico Primo Levi di San Donato Milanese, Milano. Quindi due compagni di scuola, ed entrambi appassionati di fumetti, scrittura, film, musica e qualsiasi cosa che riguardasse la comunicazione. La leggenda attorno alla formazione del duo creativo si arricchisce chiaramente di “mitologia”, se aggiungiamo l’episodio per cui dopo la visione della pellicola MATRIX dei fratelli Wachowski ( epico duo creativo di registi ) abbiano deciso che il cinema (è soprattutto quello di genere Sci-Fi) sarebbe stata la loro strada. Da lì senza alcuna formazione accademica di sorta, e preferendo alla formazione classica, la scuola della praticità e del lavoro sul campo, hanno lavorato su molti progetti insieme, facendosi le ossa sulla scena delle produzioni Milanesi e non solo, con Videoclip, Commercials, Backstage, Documentari, Shortfilm, spostando sempre più in alto, lavoro dopo lavoro, l’asticella della qualità autoriale, non tralasciando mai progetti personali, nei quali instillare il loro immaginario visivo e la loro emotività creativa. Cortometraggi da loro scritti e diretti come “E.D.E.N.” “THE SILVER ROPE” e “AFTERVILLE” hanno regalato a Fabio&Fabio, notorietà, visibilità, premi e contatti di respiro mondiale, che gli hanno aperto le porte di Hollywood, permettendogli di scrivere e produrre il loro primo lungometraggio “TRUE LOVE” nel 2012 e successivamente dirigere “MINE” del 2016, che è il film che vedremo sabato 17 dicembre al cinema Due Torri. Sto letteralmente facendo i compiti J e studiando la storia di questi due ragazzi, che sono miei coetanei. Osservando alcuni loro cortometraggi, sono rimasto davvero colpito dalla capacità di immaginare ipotesi di futuro, davvero molto originali (tutt’ora originali, alcuni concept risalgono a più di dieci anni fa) e di riuscire a raccontare storie, dando un grosso spessore emotivo ed umano ai personaggi ed alle vicende, non limitandosi alla sola spettacolarizzazione visiva. Ad esempio in “THE SILVER ROPE” la storia è ambientata in un futuro, in cui la scienza ha scoperto che l’anima esiste, ed è una parte fisica dei nostri corpi, come un nuovo organo vitale, parte di ognuno di noi, che muore con noi… da li le varie riflessioni e ripercussioni etiche, teologiche e sociali di questa nuova visione del mondo, il tutto nel contesto di un thriller Sci-Fi. Bè se questo non è talento, non so cosa lo sia. Mi ha molto colpito. 

– Come è nata l’idea di portarli a Potenza e come ci siete riusciti? 

 Ero li che surfavo sul web un po a vanvera, nello specifico su Facebook, come mi capita spesso prima di andare a letto, solitamente faccio incetta di trailer di film in uscita, l’ho sempre fatto sin da ragazzino (guardavo più volte al giorno una rubrica in TV “Andiamo al Cinema di Anicaflash” forse i più anziani la ricorderanno). Ad ogni modo mi imbatto in questo trailer “MINE” lo guardo è penso “fico non male, il classico filmone americano girato da paura, che di contro ha anche una trama davvero interessante… lo vedrò sicuramente quando uscirà al cinema”

Qualche giorno dopo, tramite il post di un amico Milanese, Emilio Cozzi, giornalista per “The Rolling Stones” e “WIRED” apprendo che ha appena intervistato i registi del film “MINE” è che i loro nomi Fabio Guaglione e Fabio Resinaro non tradiscono la loro nazionalità, rivelandomi la curiosa verità: MINE il film di cui avevo visto il trailer qualche giorno prima, era una creatura di questi due ragazzi italiani, dal gusto Americano certo, ma dal cuore Italiano.

Così, entusiasta della cosa, preso da una strana energia ed euforia, per questo bagliore di seperanza per il cinema Italiano di genere, alla faccia delle solite commedie con Margherita Buy, che raccontano di famiglie borghesi incasinate a tavola, che si urlano in faccia la noia delle loro sceneggiature, ho deciso di seguire virtualmente questi due registi, miei coetanei, con i quali sentivo di condividere se non altro un background cinematografico, fatto di quel cinema-e anime giapponesi degli anni 80’ dispensato a go go, da canali TV come Italia 1 e Telenorba (per chi cresciuto nel sud italia). Gli ho subito “chiesto l’amicizia” per usare un espressione da social, e dopo avergli fatto i complimenti per il loro lavoro, ho seguito tutti post e le comunicazioni che rilasciavano sul loro film MINE e sulla campagna di promozione. Al lancio nelle sale italiane, del film MINE, il 6 ottobre 2016, ho constatato a mio dispiacere, che il film non era stato acquistato da nessuna delle sale cinematografiche della mia città, Potenza, Capoluogo di Provincia (giusto???) e che per vedere la pellicola dei Fabio&Fabio avrei dovuto affidarmi al dio Torrent (si scherza ovviamente) oppure spostarmi in qualche città vicina.

Indignato per questo fatto, (invito i gestori di sale cinematografiche della mia città ad essere un pizzico un po più attenti alla scelta dei film ed all’andamento del mercato Italiano…ma che sto dicendo, Checco Zalone è imbortande e poi Erry Potter è BASTA!!!) ed esternando la mia rabbia pubblicamente tramite un post Facebook (tutt’ora visibile) ho attirato l’attenzione di un mio concittadino Alessandro Masi, che vive e lavora in produzione a Los Angeles, proprio nell’industria cinematografica e che è amico dei due registi Fabio Guaglione e Fabio Resinaro li ha coinvolti nella conversazione e lanciato il sasso nello stagno con un provocatorio “registi? portate il film a Potenza?”.

Da lì, quasi per scherzo ho creduto alla cosa, mi sono accorto che i due autori, erano propensi ad essere ospitati in giro per l’Italia per serate di proiezione con incontro in sala, ed ho deciso di proporgli la cosa, una tappa a Potenza con film e dibattito, abbiamo trattato per un po’ e dopo molte chatt a qualsiasi ora con Fabio Guaglione, abbiamo raggiunto un accordo, che si è materializzato nella data di Sabato 17 Dicembre 2016. silvio-giordano

In questa impresa con me, l’amico ed artista Silvio Giordano, compagno d’ avventura, che ha addirittura stanato fisicamente i due registi al recente Lucca Comics&Games J ricordandogli che noi eravamo disponibili per ospitarli, i due professionisti del disegno Giulio Giordano e Gianfranco Giardina che con la loro accademia del fumetto e dell’illustrazione Lucana REDHOUSE LAB, fanno da padrini dell’iniziativa, dando supporto nella promozione e nella realizzazione, e la LUCANA FILM COMMISION che sostiene in modo significativo l’evento, dimostrando di essere vicina a chiunque voglia fare o parlare di cinema.

Ed ultimo ma solo sintatticamente, Vito Ciuffreda proprietario dello storico “Cinema 2 Torri” che credendo in questo tipo di operazione, mantiene alta la reputazione di cinema “con un anima” nel cuore della città.

Una traiettoria come quella dei registi non è certo comune, che messaggio è per i professionisti del cinema lucano? 

I messaggi che Fabio&Fabio danno con la loro storia, mi sembrano diversi, sono un esempio incredibile per tutti quelli che lavorano in questo campo, o che hanno intenzione di farlo, Lucani e non. Intendiamoci loro sono un caso abbastanza raro: sono giovani, o comunque hanno cominciato a lavorare in maniera seria da giovanissimi, conseguendo risultati notevoli sin da subito, merito a mio avviso della loro posizione geografica (conta molto dove vivi, dove sviluppi la tua rete di contatti, ed il contesto in cui cominci a muovere i primi passi ) è della loro incredibile dedizione e determinazione nel raggiungere uno scopo. Si comprende da alcune loro interviste e backstage, di cui consiglio la visione (ne troverete alcuni pubblicati sulla pagina dell’evento) che hanno sempre avuto ben chiaro quale fosse il loro linguaggio, la loro poetica ed il modo in cui volevano raccontarlo, non disperdendosi, non sprecando energie per progetti in cui non credevano. Guardando la loro filmografia e portfolio lavorativo si nota una grande coerenza produttiva. Un altro fattore che li ha aiutati ad arrivare ad hollywood, suppongo sia la distribuzione intensiva dei loro lavori nei festival di cinema più prestigiosi di tutto il mondo, di short film, e di genere. E’ chiaro che i loro lavori non sono rimasti confinati su degli Hard Disk o in qualche festival locale, ma i due hanno seriamente investito nella diffusione capillare per festival, ne è un chiaro esempio il loro corto  Afterville (2008), recepito così bene al prestigioso Festival di Sitges da aprire al duo le porte degli Stati Uniti d’America.

F&F hanno sempre lavorato applicando ad ogni progetto quella che è la vera filosofia del film maker: imparare a ricoprire quasi ogni ruolo, o comunque studiare tanto da creare un ottimo background tecnico e comprendere molto di ogni reparto creativo legato alle produzioni video, diventando, montatori, operatori, VFX creators, sceneggiatori all’abbisogna, non limitandosi a stare seduti su una sedia pieghevole gridando “Action” da un megafono. Un’altra cosa che si evince dalle loro testimonianze, e che hanno imparato a massimizzare le possibilità offerte dai budget produttivi, usando la testa, ottimizzando all’estremo le risorse a disposizione per ottenere visivamente un risultato sempre notevole, cosa che pare sia accaduta anche con MINE che a dispetto di quello che si possa immaginare, pare sia costato come una tipica “commedia italiana” dalle parti del Milione di euro, poco meno, poco più, lontano dai “mega dollaroni di Hollywood”.

A conclusione, personalmente per me, che nel mio piccolo lavoro come videomaker/videoeditor, è un onore poterli conoscere ed averli ospiti qui nella nostra terra e nella città di Potenza, un’occasione imperdibile per osservare da vicino il lavoro di due giovani professionisti del cinema, che sono arrivati là dove molti, moltissimi ambiscono. Per la Basilicata che pare stia vivendo un momento di fermento cinematografico incredibile, anche grazie al prestigio di Matera location ormai di casa nelle grosse produzioni Americane (i recenti BEN-HUR e WONDER WOMAN) può essere una ottima occasione per accogliere due autori dal respiro internazionale e stringere rapporti con loro, chissà che magari affascinati dai paesaggi Lucani, non ambientino il loro prossimo film Sci-Fi proprio qui da noi.

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