Il Forum dei Giovani secondo Maria Pisani

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Maria Pisani

Non è un caso che il nuovo corso del nostro progetto web coincida con l’intervista a Maria Pisani: portavoce del Partito Socialista Italiano, membro dell’AFEM (Association Femmes Europe Meridionale), impegnata su più fronti, una donna con la D maiuscola, anche se giovanissima, e neo presidente del Forum dei Giovani. L’ho intervistata per chiederle cosa intende fare in quest’ultima veste, e sono emersi tanti spunti interessanti ed in linea con il nostro progetto, saremo lieti di collaborare. Bisogna che i giovani comprendano gli strumenti che abbiamo a disposizione e capiscano che possono essere stimolo costruttivo. Se non fossero chiare le potenzialità del Forum, e se voleste sapere cosa bolle in pentola a livello locale e nazionale, le risposte di Maria Pisani vi saranno di aiuto.

Cos’è il Forum dei Giovani e quali opportunità fornisce ai ragazzi?

Il Forum Nazionale dei Giovani, riconosciuto con la Legge 30 dicembre 2004 dal Parlamento Italiano, è l’unica piattaforma nazionale di organizzazioni giovanili italiane, con più di settantacinque organizzazioni al suo interno, per una rappresentanza di circa quattro milioni di giovani. Il nostro obiettivo è quello di dare voce e rappresentanza alle giovani generazioni rinsaldando la rete di rapporti tra le associazioni giovanili e promuovendo i loro interessi presso il Governo, il Parlamento, le istituzioni sociali ed economiche, la società civile. Abbiamo per questo per i prossimi anni previsto il rafforzamento delle competenze degli youth workers e multiplayers,  per fornire ai giovani professionisti del terzo settore specifiche conoscenze sulle politiche giovanili, la partecipazione attiva e i processi democratici e introdotto nuovi strumenti per la valorizzazione di saperi, competenze, risorse delle nostre associazioni per costruire un circuito condiviso di apprendimento, formazione, scambio, messa in rete, pratiche che supportino l’azione della piattaforma aumentandone efficacia ed efficienza.

Cosa ti piacerebbe realizzare in questo nuovo ruolo di presidente del Forum?

Istituire il Consiglio Nazionale della Gioventù e favorire un intervento legislativo organico sulle politiche giovanili, una legge quadro che ne riconosca il ruolo, ne individui anche una linea di finanziamento specifica distaccata dalle attuali leggi per il terzo settore e che si fondi su quattro imprescindibili pilastri: un nuovo concetto di partecipazione dei giovani alle scelte politiche, una rete uniforme di rappresentanza democratica territoriale, un metodo di programmazione politica basato su strategie pluriennali di intervento, un modello serio e sostenibile di promozione e sostegno delle organizzazioni giovanili. È la priorità del programma triennale che ho proposto all’Assemblea Nazionale dello scorso 14 Novembre e che tutte le associazioni hanno approvato senza alcun voto contrario e di questa unanimità ne sono particolarmente fiera. L’unità è la nostra sola forza.

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Come mai il Forum non è presente in ogni Comune?

Proprio per la ragione di cui parlavo prima. Manca una legislazione nazionale anche in materia di forum regionali e locali per cui tutto è affidato alle singole regioni e amministrazioni che ovviamente hanno creato negli anni un quadro poco omogeneo e piuttosto disarticolato. E’ un’assurdità. Per questo stiamo lavorando a un intervento legislativo nazionale. Il testo dovrà prevedere principi e linee-guida organiche da definire insieme alle rappresentanze delle Regioni, delle Provincie Autonome e delle autonomie locali per stabilire l’istituzione di Consigli dei Giovani che svolgano, ciascuno riguardo al suo ambito territoriale, le stesse funzioni del CNG e che godano delle stesse garanzie di autonomia e indipendenza politica ed economica. Creeremo in tal modo una rete di rappresentanza territoriale delle giovani generazioni che, nell’ottica del nuovo protagonismo giovanile caratterizzato da un rapporto di co-responsabilità con le istituzioni, rappresenterà per il Paese un vero e proprio “polmone” di progettazione politica per il futuro. Già alla prossima Assemblea Nazionale proporrò la costituzione di un organismo che lavori al rafforzamento e alla promozione delle diverse realtà locali già esistenti. E’ un obiettivo che voglio raggiungere. Dobbiamo conoscerci e mettere in rete le nostre esperienze migliori per essere una buona squadra.

Cosa ti aspetti dai giovani lucani del forum? Che tipo di iniziative possono mettere in campo per valorizzare il loro ruolo?

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foto credits: Forum dei Giovani Basilicata

Per esercitare un ruolo, occorre riconoscere una posizione, attribuire dignità e forme di potere. Non si può chiedere ai giovani di avere peso sociale e rilevanza nel cambiamento, mantenendoli ai margini, impedendogli nei fatti di poter contare su una base minima di appoggio, non rendendo plausibile una ipotesi di ricambio, lungo la scala gerarchica, che consenta un mix di età meno sbilanciato, nei luoghi di potere effettivo. Non è arrivismo come ha detto, cadendo superficialmente in errore, un consigliere della regione Basilicata in un contesto istituzionale. Il paragone con gli altri paesi europei è invece impietoso; la nostra classe dirigente è la più anziana del continente. Penso a Blair e Zapatero, che hanno concluso le rispettive esperienze di governo nell’età in cui in Italia si accede per la prima volta al parlamento. Essere Ministro agli Esteri alla mia età è un buon esempio di democrazia. Che poi francamente il paragone con l’esperienza della maternità a 20 anni neppure è intelligente. Qualcuno sa che oggi una ragazza a 30 anni non ha neanche l’opportunità di vivere in una casa di 10 metri da sola? Per questo serve ascoltarci, ascoltare noi che non siamo antipolitici o antagonisti disperati. C’è in molti di noi voglia di fare e di rimetterci in discussione e di mettere in discussione, fortunatamente io dico, i modelli dei nostri padri che proiettano le loro ansie e le loro costruzioni sociali su noi figli. Il Forum può essere un importante organo consultivo, uno strumento di condivisione di scelte e responsabilità secondo modelli di partecipazione alla vita istituzionale già consolidati in Europa, un laboratorio di idee e proposte. Antonio ha creato insieme a un gruppo di ragazzi una Community Information Center, una piccola realtà fatta di giovani che scommettono sui giovani. È l’esempio del nostro grande ottimismo, delle nostre immense capacità.

La nostra Basilicata vive un momento delicato, in bilico tra modelli di sviluppo differenti, come pensi che i giovani (ed il forum in particolare) possano dire la loro?

Qualche settimana fa ho partecipato a una loro iniziativa insieme al Presidente della Regione, Marcello Pittella. Ero a casa, con tante ragazze e ragazzi coraggiosi. A loro ho consigliato di rompere schemi, sovvertire convenzioni, battere i pugni, conquistare spazi con la sola forza delle idee per non smarrire i nostri sogni, le nostre ambizioni, i nostri talenti. Noi non siamo vittime, come comunemente si pensa, della mancanza di diritti, ma dell’evidente deficit di opportunità. Spesso invochiamo diritti guardando all’ideologia dei nostri padri, in realtà dovremmo invocare opportunità guardando al futuro. L’unica dimensione che sembra appartenerci è quella prossima, mentre la dimensione del presente è prerogativa esclusiva delle generazioni adulte. Bisogna sradicare queste convinzioni, scegliere di esercitare oggi un ruolo che è nostro, senza indugi e senza alibi, rinunciando a facili deleghe deresponsabilizzanti e complici di un immobilismo di cui faremmo volentieri a meno. Abbiamo la responsabilità di costruire una nuova società, non con il make up, ma con l’esperienza, con la pratica quotidiana che è fatta di proposte, di studio, confronto e discussione. Abbiamo il dovere di dare voce, forza e rappresentanza a questa generazione, di cui siamo parte e con cui condividiamo difficoltà e spazi. Daremo non solo a noi stessi un nuova opportunità.

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