Intervista all’assessore Aliano

Capita spesso che i cittadini si lamentino della mancanza di dialogo con gli amministratori. Poi capita che alcuni ragazzi si impegnino per agevolare questo processo...

1555 1
1555 1

Capita spesso che i cittadini si lamentino della mancanza di dialogo con gli amministratori. Poi capita che alcuni ragazzi si impegnino per agevolare questo processo e si inventano una piattaforma web e rubriche come chiedilo a… inaugurata la scorsa settimana. Infine, capita che arrivino solo 5 domande, e chi scrive si chiede se sia coerente lamentarsi se poi non si ha neanche il tempo o la voglia di fare domande ad un assessore fondamentale come quello al bilancio, tributi, innovazione e reti informatiche. Magari non è stata fatta una comunicazione sufficiente, faremo autocritica, e ripeteremo l’esperimento con l’assessore Aliano (disponibile a questo tipo di confronti) e chiederemo ad altri amministratori di fare lo stesso, augurandoci che la partecipazione sia maggiore. Dopo il piccolo sfogo, ecco le risposte:

Dott. Aliano, nel corso del dibattito politico delle ultime settimane è stato definito un “assessore senza casa”. Dopo il rinnovo dell’incarico ricevuto dal sindaco Altobello, è pronto a firmare la tessera del PD?

Non capisco la causalità, anche in senso inverso, tra la conferma nelle deleghe assessorili e il fatto di essere “senza casa”, ma colgo la provocazione ironica. Scherzi a parte, credo che sia abbastanza fisiologica, nelle liste civiche e dove si esprimono preferenze nominali, la presenza di soggetti non inquadrabili secondo lo schema dei partiti; questa è, o dovrebbe essere, la ratio che contraddistingue una lista civica. Il che, di per se, non è un male, soprattutto in una società estremamente liquefatta. Capisco, tuttavia, che questa condizione può provocare giramenti di testa, senso di alienazione, soprattutto se la si legge con uno sguardo rivolto al passato. In questo caso, quindi, l’espressione “assessore senza casa” deve essere “letta” mediante un esercizio di esegesi ovvero contestualizzando l’affermazione in funzione di un modo di ragionare che non rispecchia la società contemporanea.

Data la tua delega a Bilancio, Tributi, Reti informatiche e Innovazioni tecnologiche come pensi di agire nei prossimi mesi per il bene comune di Lavello? Quanto e in che modo metterai a disposizione le tue conoscenze e le tue competenze? Grazie in anticipo.

L’opinione pubblica affronta, spesso, le dinamiche di formazione del bilancio e quelle concernenti i tributi in modo superficiale, anche per l’eccesso di elementi di natura tecnica che rendono la materia, solo in apparenza, più o meno complessa. Diventa pertanto difficile anche comunicare i risultati realizzati, come, calcisticamente parlando, per i mediani vecchio stile si rischia di rimanere nell’anonimato. Provo a riassumere quello che è successo. Sino a qualche anno fa lo Stato trasferiva al Comune di Lavello circa 3.000.000 di euro all’anno per finanziare le spese generali, tra qualche settimana approveremo il bilancio previsionale dove contiamo di ottenere trasferimenti dallo stato per poco più di 500.000! Insomma ci ritroviamo ad amministrare una situazione realmente di emergenza e davvero complessa che non ha precedenti storici. Badate, non mi nascondo dietro le difficoltà o le complessità, ma davvero, da fuori ( parlo dei cittadini), non si ha la percezione di quello che sta accadendo; inoltre, per il ruolo che ricopri, non basta un lamento, un post scritto contro Renzi, contro i poteri forti misto a tesi complottiste, devi gestire, amministrare, ovvero cercare una soluzione in quadro caotico. Queste problematiche si affrontano con un’elasticità, superiore rispetto al passato, delle voci di entrata e di uscita che consentano di gestire il mal di pancia di qualche ministero, ma soprattutto un equilibrio in condizione di autonomia finanziaria, ovvero il progressivo sviluppo di una capacità tecnica al servizio di una visione politica. La tecnica è fine a stessa, non produce risultati se non c’è un progetto politico, ovvero quello che manca al momento a livello Europeo, tanta tecnica poca politica.

Per quanto riguarda i tributi, nella definizione delle tariffe di Tari e Tasi c’è stata tanta politica, la scelta orientata, anche in divenire, ad una redistribuzione del reddito intergenerazionale e di maggiore tutela nei confronti delle categorie di soggetti più colpiti dalle attuali crisi.

Per quanto riguarda le reti informatiche e le innovazioni tecnologiche stiamo portando il comune a portata di app! Al di la dello slogan, l’App Municipium è soltanto il primo di una catena di interventi finalizzati a ridurre le distanze tra cittadino ed Ente, infatti molti rapporti possono essere gestiti anche senza contatto fisico. Stiamo lavorando ad un portale in remoto per la gestione della IUC, alla strutturazione di un moderno sito internet che uscirà a breve (in realtà è già pronto), alla creazione di aree wi-fi gratuite nel paese. È chiaro che c’è un limite all’utilizzo di questi servizi dovuto alla capacità d’impiego di apparecchi elettronici; infatti questi strumenti si affiancano, e non sostituiscono, quelli tradizionali in una società nella quale un bambino di 4 anni è già in grado di utilizzare un tablet.

Se dovesse fare un bilancio di questi primi due anni (quasi) di vita politica, cosa salverebbe e cosa taglierebbe di tutte le cose che sono accadute?

Salverei la voglia di mettersi in gioco sempre e comunque, in un periodo nel quale amministrare non è facile, non solo per le difficoltà di cui ho parlato prima, ma soprattutto per via di un crescente clima di odio e di senso di ripugnazione nei confronti della politica, in sostanza della teoria del “sei colpevole a prescindere”.

Taglierei le scelte da “fuori legge” di alcuni ministeri. La cavolata ad esempio, perché di cavolata si tratta, dell’Imu sui terreni agricoli, già opinabile nel merito, trova nella sua applicazione il parossismo dell’apparato burocratico.

 

Come mai la Biblioteca Comunale dal mese di aprile sarà aperta solo per due giorni a settimana e in questi due giorni sarà aperta solo per 2 ore e per giunta di mattina? Capisco le difficoltà economiche ma non sarebbe il caso di affidarla a qualcuno?

Ci stiamo attivando per la gestione della biblioteca da parte di soggetti esterni al Comune. In questo caso non è tanto una questione economica quanto di vincolo di spesa del personale, la Signora che si occupava è andata in pensione e bisogna sostituirla a parità di organico.

Crede che i tempi siano maturi per avviare un percorso di Open Data a Lavello (che è diverso dalla sezione del sito amministrazione trasparente)?

Assolutamente si, già nella nuova versione del sito internet sono presenti dei contenuti facoltativi rispetto a quelli richiesti per l’Amministrazione Trasparente (riguardanti soprattutto i lavori pubblici) che potranno essere facilmente consultati e scaricati e successivamente integrabili con le piattaforme di Open Data.

In this article

Join the Conversation

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code
     
 

1 comment

  1. Osserviamo ad Avigliano? - Osservatore Lucano Rispondi

    […] programma, essere referenti di un #chiediloa (esperimento già fatto con Pittella, Lacorazza e un assessore di Lavello), proporre iniziative e puntare l’attenzione su […]