La giornata del libro e il paese dei segreti addii

  Oggi si celebra la giornata mondiale del libro, e la nostra regione, che si prepara ad ospitare la Capitale europea della cultura, deve fare molti...

1945 0
1945 0

 

Oggi si celebra la giornata mondiale del libro, e la nostra regione, che si prepara ad ospitare la Capitale europea della cultura, deve fare molti passi in avanti: se in Italia si legge poco, da noi ancora meno. Eppure ci sono tante belle realtà che si adoperano per fare in modo che la cultura letteraria sia apprezzata e valorizzata: è il caso della Festa del Libro, che in questi giorni anima Potenza, del Women’s Fiction Festival, che è ormai una istituzione a Matera, e di “Borgo d’autore”, in programma a Venosa per la prima edizione a fine maggio (giusto per citare tre esempi).

Inoltre, la nostra è una regione importante nel panorama letterario nazionale, già che ha dato i natali anche a grandi nomi della letteratura: da Leonardo Sinisgalli a Rocco Scotellaro, da Albino Pierro a Raffaele Nigro, per arrivare ai nostri giorni. E proprio in questi giorni esce in libreria un romanzo che non ho ancora avuto modo di leggere, ma che promette molto bene: è stato selezionato dagli “amici della domenica” (lo storico corpo votante che dal 1947 attribuisce il riconoscimento a un libro di narrativa italiana pubblicato tra il 1° aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno in corso) tra i ventisette candidati al Premio Strega. 12473946_367393126764470_6491035171854288660_o

Si tratta de “il paese dei segreti addii” di Mimmo Sammartino, giornalista e scrittore originario di Castelmezzano che dopo “vito ballava con le streghe” e “un canto clandestino saliva dall’abisso” torna in libreria con questo romanzo edito da Hacca Edizioni.

Lui lo definisce “un romanzo corale”, la cui storia è ambientata in un paese appenninico che si sta spopolando (e non è difficile immaginarne la collocazione nelle sue dolomiti lucane) e che assiste ad una serie di eventi straordinari, tra l’inizio del ‘900 e gli anni ’50. Un cantastorie che racconta le vicende del passato, dall’8 settembre del ’43 alla disfatta del Don, dall’esplosione del Vesuvio a Marcinelle, un connubio di personaggi e storie che si intrecciano; un testo che esalta il tema del pensiero molteplice, della differenza, una critica diretta al pensiero unico.

E non vedo l’ora di conoscere i reietti che animano le vicende del borgo, da Geremia a Michele lo sciancato, da Cataldo il sordomuto al gendarme Carmelo, da Rosina a Don Fulgenzio: la capacità dell’autore di amalgamare storie e personaggi mi porterà ad addentrarmi presto nel paese dei segreti addii. E il consiglio che mi sento di dare, visto che oggi è la giornata mondiale del libro, è quello di lasciarvi incuriosire e scoprire le storie custodite tra le loro pagine.

“Chi legge vive mille vite prima di morire. Chi non legge mai, ne vive una sola.” (cit. George R.R. Martin, da “I fuochi di valyria”). 12961331_365708390266277_5787903918384595185_o

In this article

Join the Conversation

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code