La “Potenza-Melfi”: pericolosa incompiuta o arteria strategica?

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Uno dei tanti incidenti sulla "Potenza-Melfi"
Uno dei tanti incidenti sulla “Potenza-Melfi”
Percorro la S.S. 658 quasi tutti i giorni. E ogni volta lo faccio con la consapevolezza dei rischi in cui posso incorrere. Perché la Potenza-Melfi non è una strada come tutte le altre, non a caso è stata tristemente ribattezzata “la strada della morte”. Negli ultimi anni è incrementato a dismisura il numero degli incidenti spesso anche mortali che si sono susseguiti lungo tutto il tratto stradale. L’incremento è direttamente proporzionale alla mole di traffico che percorre ogni giorno quella strada. L’avvento della Fiat di Melfi, il polo universitario di Potenza, e non per ultimo l’accertamento giudiziario a Potenza con la chiusura del tribunale di Melfi, questi i fattori che hanno portato migliaia di autovetture e mezzi pesanti a percorrere quest’arteria stradale. Non vi è dubbio che la S.S. 658 non è in grado di sopportare questo traffico che negli orari di punta e con i veicoli e mezzi lenti diventa una vera e propria roulette russa. Per non parlare poi di alcuni svincoli che fanno davvero paura, alcuni in piena curva, altri nascosti. In questi anni si sono fatte molte chiacchiere e pochi fatti. Si è parlato di un raddoppio della carreggiata, ma poi nulla di fatto. Ultimamente si è parlato di una messa in sicurezza, ma i tempi si allungano. E intanto gli incidenti continuano. Alcuni dicono che la colpa è soprattutto dell’imprudenza degli automobilisti. Non vi è dubbio che questa imprudenza aumenta il pericolo di incidenti, ma percorrere quella strada a velocità “cittadine” mi sembra alquanto inappropriato. Colgo certamente in maniera positiva l’accelerata che il presidente della giunta regionale Pittella sta cercando di dare per una messa in sicurezza dell’arteria, pungolando l’Anas a stringere i tempi di intervento. Temo non basti.
Perché i tempi si stanno troppo dilatando e non si ha un’idea chiara degli interventi da mettere in campo. Si parla di mettere alcuni autovelox per il controllo della velocità. Ma siamo sicuri che rallentare ulteriormente l’arteria sia una soluzione? Non è che poi rallentando maggiormente il traffico si crea ancor più pericolosità? Mi par di capire che gli autovelox sarebbero temporanei fino al completamento dei lavori. Ma non sarebbe meglio investire quei soldi in modifiche stradali efficaci? Perché non pensare ad una progettualità che metta in conto un completo (o quasi completo) raddoppio, immaginando in maniera lungimirante che il polo industriale di San Nicola di Melfi continui ad essere uno dei poli più importanti del mezzogiorno d’Italia? Se il progetto di messa in sicurezza si limitasse al piano approvato nel 2013 che prevede qualche raddoppio di carreggiata di pochi km, rimanendo oltretutto scoperto il tratto Rionero-Melfi, lo riterrei davvero un intervento poco efficace. Perché il tratto Rionero-Melfi non veniva proprio toccato da alcun lavoro o raddoppio in quel progetto. Eppure si è dimostrato essere uno dei tratti più pericolosi e mal strutturati di tutta l’arteria. Mi auguro quindi che si prenda in considerazione anche quel tratto stradale e che i tempi non diventino biblici. Sicuramente mi verrà detto che non ci sono abbastanza fondi per tutti i lavori. È da un po’ di tempo che mi permetto di suggerire di attingere dalle royalty del petrolio anche per finanziare alcune opere infrastrutturali. Va bene destinare parte delle royalty per il reddito minimo garantito, cioè aiutare tante famiglie in crisi economica, ma utilizzarne un’altra parte per la sicurezza dei cittadini lucani potrebbe essere una soluzione che metta insieme azioni infrastrutturali e migliore qualità della vita. Sono anni ormai che viviamo l’arretratezza della nostra regione per quanto riguarda le infrastrutture. Pare che il Governo Renzi voglia fare azioni concrete anche e soprattutto in vista dell’importante appuntamento che di Matera 2019 che vede non solo Matera, ma l’intera Basilicata impegnata in una prova di maturità nazionale. La Potenza-Melfi è una delle più importanti arterie della Basilicata e non solo, visto che ad esso si collega anche la Candela-Foggia e che quindi è ponte di collegamento anche con altre regioni. Chi ha le competenze, in primis l’Anas, prenda atto che la questione è urgente e che la vita anche di un solo individuo vale più di tanti ritardi burocratici e politici. Facciamo uscire la S.S.658 dalla lista delle più pericolose ed incompiute d’Italia. Al più presto.
Mauro Basso
(Iscritto FutureDem)
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