Mimmo Torchia

Mimmo Torchia (Pignola, 1984), fotogiornalista. Come molti ho iniziato a fare fotografie per puro piacere, ho iniziato a farlo “sul serio” solo pochi anni fa, poi pian...

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Mimmo Torchia (Pignola, 1984), fotogiornalista. Come molti ho iniziato a fare fotografie per puro piacere, ho iniziato a farlo “sul serio” solo pochi anni fa, poi pian piano spinto dal sogno e mosso dalla volontà di fare sempre meglio la fotografia è diventata il mio lavoro, il mio vivere.

“TRADICIÓN ABIERTA” 

“Un pueblo sin tradición es un pueblo sin porvenir”. Alberto Lleras Camargo in uno dei suoi discorsi alla nazione sintetizzò in questo modo la necessità di un popolo di preservare le proprie tradizioni per potersi proiettare nel futuro, nell’avvenire. Il progetto che ho realizzato si pone su questo tracciato. Ho cercato di cogliere in un concetto di “tradizione aperta” appunto, le peculiarità del folklore, degli usi, dei costumi, degli stili di vita che la città di Valencia sprigiona (ma sprigiona davvero) per poterli ricondurre attraverso un percorso fotografico, sino a Matera, sino alla nostra Lucania. Ho lavorato molto a questo progetto, ho messo alla prova ogni minima parte di me, tra streetphotography, fotogiornalismo, fotografia documentale, ho diviso la mia mente e i miei giorni tra due città meravigliose cercando di coglierne l’essenza e la forza, l’amaro che si nascondeva sotto l’asfalto e il dolce che nasceva nei volti che ho incontrato.

Il Cabañal. Calle Eugenia Viñes, 11 Giugno 2015dima per stampa  

 

 

 

 

 

Il Cabañal è un antico quartiere marino situato ad est della città, storicamente abitato da pescatori. La sua particolare struttura reticolare deriva degli allineamenti delle antiche baracche costruite parallelamente al mare. É un quartiere affascinante, con tanta storia, però da anni deplorevolmente abbandonato, aspetto che ha fatto si che molte case mezze distrutte siano abitate da gente senza risorse, buona parte di etnia gitana o immigranti illegali. Attualmente e dall’inizio del XX secolo affronta la sua maggiore sfida storica, l’eterno confronto tra la conservazione del patrimonio da un lato e lo sviluppo speculativo di una città dall’altro, per la quale si pretende di prolungare una delle principali arterie della città, l’Avenida Blasco Ibáñez, attraverso il quartiere fino allo stesso mare, azione che supporrebbe, oltre alle conseguenti perdite patrimoniali e culturali, la distruzione di alcune case di anziani che non conoscono un’altra forma di vivere.

Il Cabañal. Calle de los Ángeles, 21 Giugno 2015
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Da qui a domani ci sono molte ore. Ore che compongono il tempo, tempo di cui siamo proprietari. Tutti, indistintamente come queste bambine che giocano a vivere un’altra vita, una vita differente, piena di possibilità a volte pregiudicate per avverse condizioni. Una vita fatta di ombre e sguardi, pose da modello per sogni così comuni quanto irraggiungibili.

Calle del Progrés, 3 Aprile 2015
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La “Semana Santa”. La tradizione che s’incontra con la quotidianità in una attesa familiare. Nonna, madre e figlia assaporano l’aria della festa per la strada.

Noche de San Juan. Playa de la Malvarrosa, 23 Giugno 2015
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Nella notte di San Juan si saluta ufficialmente la primavera e si cede il passo all’estate. Si tratta di una notte piena di mistero, di cerimonie e rituali che si realizzano con fuoco ed acqua con le quali la gente chiede desideri ed elimina le energie negative. Dalle prime ore del pomeriggio gruppi di persone prendono posto in riva al mare per passare il veglione sulla spiaggia, intorno, ovviamente, ad un tradizionale falò. Dai più festaioli fino ai più superstiziosi si danno appuntamento in una notte di radicata tradizione mediterranea la cui origine risale a tempi immemorabili. Non c’è avarizia spirituale in questo giorno. Nemmeno nella solitudine di una doccia fatta in mezzo a migliaia di persone. Ogni sensazione può appartenere a chiunque voglia condividerla. Come il mare non ha proprietari, così quello che si vive sulle sue coste non ha limiti.

Noche de San Juan. Playa de la Malvarrosa, 23 Giugno 2015 per Ossservatore_Lucano-Valencia05

 Il fuoco ha l’energia, ha la forza e ha la capacità di trasformare i desideri in realtà, i sogni in certezze, bisogna allora saltarci su nella maniera più tenace e determinata possibile.

La Festa della Bruna. Via XX Settembre, 2 Luglio 2015
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La Festa della Bruna è la festa dei materani. Non esiste altro modo per definirla. E’ un momento che da sempre rappresenta un punto fermo nella vita religiosa e civile dell’eterna “Città dei Sassi”. I cittadini percepiscono la festa come il fulcro della vera identità materana: partecipano attivamente a tutti gli avvenimenti che ruotano attorno ad essa, e ne custodiscono gelosamente il senso più profondo. Rispetto al momento delle origini della festa, le strutture sociali sono cambiate, così come il tenore di vita e le abitudini, ma c’è una cosa che nemmeno il tempo ha scalfito: il profondo e atavico legame che i materani nutrono per la festa della Bruna che, nei secoli, è riuscita a conservare la maggior parte dei riti folcloristici e tradizionali.

La Festa della Bruna. Via XX Settembre, 2 Luglio 2015
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Non si tratta di ore e non si tratta di giorni, l’attesa per la processione dura un anno intero, ora ci siamo quasi.

La vita nei “Sassi”. Via Fiorentini, 7 Settembre 2015
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 “I Sassi” rappresentano la parte antica della città. Conoscere i Sassi di Matera significa coglierne l’essenza, scoprirne la storia e le tradizioni dall’interno comprendendo, al tempo stesso, i valori che hanno portato i loro antichi abitanti a creare un sistema-città in piena armonia con la natura e nel rispetto dell’ecosistema.

Vico Solitario, 22 Settembre 2015
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 In una pausa caffè. Le sue parole: <<Ho visto, contemplato e conosciuto tutto il mondo, l’ho visto, contemplato e conosciuto qui e da qui, sempre nello stesso Sasso e sempre nello stesso posto. L’ho visto attraverso gli occhi di tutti quei turisti (e sono migliaia, perché, come avrai ben potuto notare, questa città è magica) che sedotti un pò dalla sete, un pò dalla curiosità, hanno scelto il mio modesto bar ambulante per bere qualcosa>>.

Marcia delle donne e degli uomini scalzi, 11 Settembre 2015  per Ossservatore_Lucano-vMatera 05

Viviamo in un mondo e in un tempo attraversati da cambiamenti di carattere epocale. Cambiamenti che richiedono scelte difficili ma chiare, come quelle che ti permettono di sapere da quale parte stare. Matera ha scelto di stare dalla parte di quante e quanti sono costretti a scappare da fame, miseria, guerre; ad abbandonare una casa, una comunità, una scuola, una città; a lasciare affetti, mani e voci amiche, terre. Venerdì 11 settembre 2015 la città ha organizzato e vissuto una inconsueta e peculiare manifestazione di protesta: la “Marcia delle donne e degli uomini scalzi”.

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