#ODD15 a Matera: le prospettive dal mondo open data

Lo scorso 21 febbraio si è celebrato il quinto International Open Data Day, la giornata articolata in vari eventi in diverse città italiane per presentare...

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Lo scorso 21 febbraio si è celebrato il quinto International Open Data Day, la giornata articolata in vari eventi in diverse città italiane per presentare ai cittadini il mondo degli open data. Da Roma a Torino, da Bari a Trento, quattordici sono stati gli eventi organizzati in Italia. Tra questi, non poteva mancare un appuntamento a Matera. La città dei Sassi è infatti, anche grazie alla spinta data dalla candidatura – risultata poi vincente – a Capitale europea della cultura 2019, tra le più attive in tema di trasparenza e open data: oggi Matera è tra le poche decine di comuni in Italia ad aver messo a disposizione i propri dati online, ed è al secondo posto per la qualità dei dati stessi offerti nella graduatoria presente sul portale del Governo.

L’evento di sabato scorso, tenutosi presso la sala consiliare Pasolini, è stato quindi l’occasione per fare il punto della situazione, presentare progetti avanzati o in cantiere, capire quali sono le prospettive che ci aspettano sul fronte della trasparenza. Molti gli ospiti importanti: tra gli altri, “Piersoft” Paolicelli – che in realtà ha fatto da padrone di casa, lui che collabora con il portale open data del Comune e ha fatto parte della Task Force regionale open data – ed Ernesto Belisario, che in pochi e chiari punti ha spiegato l’importanza dei dati aperti per cittadini, imprese e per gli stessi enti pubblici. «Sono stati fatti sicuramente passi avanti – ha detto – ma il Sud è costretto ancora a rincorrere. È necessaria una vera cultura del dato, in modo che siano le persone ad andare a chiedere alle pubbliche amministrazioni i dati che esse detengono. E che sono dati importanti, perché riguardano la salute, i trasporti, l’ambiente. Tutte informazioni necessarie per migliorare la qualità della nostra vita». E a proposito di cultura ed educazione al dato, sempre nel corso della mattinata sono intervenuti Caterina Policaro, blogger e insegnante molto attiva sul fronte dell’educazione digitale nelle scuole, con uno studente dell’IPASR G. Fortunato di Potenza, e i ragazzi dell’Istituto Isabella Morra di Matera, due dei quattro istituti lucani aderenti al progetto A Scuola di OpenCoesione (ASOC), che promuove il monitoraggio civico attraverso i dati aperti nelle scuole superiori. Tra i progetti che i ragazzi stanno monitorando, il Piano di sviluppo e coesione della città di Matera: piano da 24 milioni di euro volto alla riqualificazione del centro cittadino e il PIOT sulla sentieristica del Parco Gallipoli Cognato e piccole dolomiti lucane. A breve ospiteremo i racconti dei ragazzi e cercheremo di stimolare altre scuole a partecipare alla primavera di monitoraggio.

Nel pomeriggio è stata invece la volta di brevi workshop di carattere tecnico: tra gli altri, segnaliamo quello tenuto da Anthony Rimoli, ingegnere civile e graphic designer, sui “data sculptures”, vale a dire gli open data rappresentati attraverso la stampa 3D, ingegnoso mix di tecnologia, computer grafica e dati aperti. Altrettanto degno di nota, in particolare per la sensibilità anche politica del tema, il workshop di Alice Giorgio, ventisettenne potentina che collabora con la Fondazione Mattei: un approfondimento sui dati relativi alle estrazioni petrolifere disponibili online, per saper leggere, estrapolare ed interpretare i dati sul petrolio in Basilicata.

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1 comment

  1. Digital Champions lucani, ci siamo. - Osservatore Lucano Rispondi

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