Rapporto Inps sul lavoro: i dati della Basilicata

L’Osservatorio INPS sul precariato ha diffuso il report relativo ai rapporti di lavoro nei primi dieci mesi del 2016, che contiene a sua volta anche il...

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L’Osservatorio INPS sul precariato ha diffuso il report relativo ai rapporti di lavoro nei primi dieci mesi del 2016, che contiene a sua volta anche il raffronto con lo stesso periodo degli anni 2014 e 2015. Ne esce un quadro decisamente cupo: crollano sia i nuovi rapporti di lavoro sia le trasformazioni a tempo indeterminato, mentre schizza in alto il numero di voucher venduti. Ma andiamo con ordine, focalizzandoci sui dati relativi alla Basilicata.

Nuovi rapporti di lavoro. Questa categoria comprende tutti i lavori attivati nel periodo considerato. Se dal 2014 al 2015 si era registrato un trend decisamente positivo, quest’anno la situazione è nettamente peggiorata, con dati anche più bassi di due anni fa (tabella 1).Tabella 1 Inps precariato_nuovi rapportidi lavoro

A livello nazionale si registra un calo del 32,1%. La nostra regione, purtroppo, fa persino peggio (- 34,3%) della media del Sud Italia.

Trasformazioni a tempo indeterminato. La seconda categoria prende in considerazione i contratti a termine che si sono trasformati in contratti a tempo indeterminato da gennaio a ottobre di quest’anno, sempre a confronto con il biennio precedente (tabella 2). 2

Il trend nazionale è sostanzialmente simile a quello dei nuovi rapporti di lavoro (- 34,1%). Situazione decisamente negativa anche per la Basilicata (- 28%) sebbene – magra consolazione – il dato sia leggermente migliore rispetto alle regioni del Mezzogiorno e alla media nazionale.

Voucher. Il dato sui voucher è quello che ha avuto più risonanza sui media. I voucher, lo ricordiamo, sono dei “buoni” solitamente del valore di 10 euro introdotti con lo scopo di legalizzare la remunerazione di lavori spesso pagati in nero, come ad esempio le ripetizioni scolastiche o i lavori agricoli. Di quei 10 euro, infatti, 7,50 euro vanno al lavoratore, i restanti si dividono fra INPS e INAIL per la copertura contributiva e assicurativa. Nel corso degli anni, l’utilizzabilità dei voucher è stata estesa a un grande numero di settori. Di conseguenza, il numero di buoni venduti è aumentato vertiginosamente. Questo dato, però, non è generalmente considerato positivo, perché se da un lato i voucher contribuiscono a far emergere (e regolarizzare) forme di lavoro nero, dall’altro possono essere utilizzati come alternativa a forme di contratto a tempo determinato, con minori tutele per il lavoratore. Anche per questo si parla spesso di rivedere questo strumento. Sta di fatto che i dati sono impressionanti: da gennaio ad ottobre, in Italia, sono stati staccati più di 120 milioni di voucher (tabella 3), 30 milioni in più dell’anno scorso. Dato in forte aumento anche in Basilicata: circa 880mila rispetto ai meno di 700mila del 2015, anche se il trend è inferiore rispetto al dato complessivo italiano e alla media del Sud.

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