Scavi Archeologici, Gestione Paleolitica

La ricchezza della nostra terra è davvero immensa: la bellezza e l’incanto dei paesaggi, la bontà ed esclusività dei prodotti, la rilevanza del nostro passato...

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La ricchezza della nostra terra è davvero immensa: la bellezza e l’incanto dei paesaggi, la bontà ed esclusività dei prodotti, la rilevanza del nostro passato e delle storie legate al territorio… Molto spesso, però, siamo così autolesionisti da sottovalutare le risorse che abbiamo: tendiamo a sminuirne il valore e sperperarne le potenzialità.

Un esempio chiaro di quello che sto affermando mi è stato fornito proprio in questi giorni. Riflettendo sulle nostre ricchezze mi sono reso conto di una cosa che probabilmente ci accomuna ed è tutt’altro che un pregio: era dai tempi delle scuole elementari che non passeggiavo tra gli scavi romani di Venosa e non visitavo il museo del castello e quello di Melfi. Forse sarebbe stato meglio rimanere con il romantico ricordo d’infanzia, perché l’indignazione che mi ha provocato questa “gita” non è riassumibile in un post. Ci provo in ordine cronologico: arrivo alle 11.45 alla SS. Trinità per rinfrescare la memoria, ma il portone chiuso mi fa intuire che dovrò ritentare la fortuna. A pochi metri ci sono gli scavi, posso soddisfare la mia sete di sapere! Alla biglietteria mi chiedono l’età, mi dicono che costa 2.50 € e mi salutano.

Resto qualche secondo in attesa di qualcosa che non arriva, quindi mi faccio coraggio e chiedo: “Non avete un dépliant che spieghi cosa sto per vedere?” “Sono finiti, ma durante il percorso ci sono i cartelli”, la risposta. Allibisco, ma comprendo che non è colpa delle impiegate lì sedute e quindi entro senza fare troppe polemiche. Il primo cartello che dovrebbe spiegarmi qualcosa lo vedete come immagine principale di questo post, e vi assicuro che non ho usato fotoshop per dare l’effetto vintage, proprio non si legge. Continuo la passeggiata e devo dare sfogo alla mia fantasia perché anche le altre indicazioni sono nelle stesse condizioni; mi chiedo: com’è possibile sperperare così una ricchezza che se si trovasse in qualsiasi altro angolo di Europa sarebbe da sola un attrattore fenomenale per turisti e appassionati di antichità?

Mi sposto verso il castello Aragonese e nel tragitto mi fermo alla casa di Orazio e almeno mi faccio una risata ricordando l’aneddoto della guida che la presentava come “la casa del presunto Orazio”. Non so se questo episodio sia mai accaduto, ma sarebbe emblematico di quello che sto raccontando. Arrivo al castello e devo dire che a parte il freddo e la scarsità di indicazioni non ho altre rimostranze, anche se già queste basterebbero per un post polemico. Torno a casa demotivato per mangiare un boccone (si fa per dire) e riparto per Melfi, sicuro che lì andrà meglio. In quella che fu dimora di Federico II, mi presento così: “Avete un dépliant o devo lavorare di fantasia come a Venosa?” Il custode, sconsolato, “Non abbiamo dépliant, ma dentro trovi le indicazioni.” Ci risiamo! Lui continua: “Ma siete stati a Venosa oggi? Se aveste fatto il biglietto cumulativo, avreste risparmiato.” Gli faccio notare che se me l’avessero detto, lo avrei fatto volentieri il biglietto cumulativo, ma che non sapendolo era difficile immaginarlo.

Entro già disperato, ma per fortuna le bellezze del museo e la chiarezza delle indicazioni mi fanno ricredere almeno un po’ e mi fanno tornare la speranza che qualcosa possa cambiare. Ma dobbiamo crederci ed evidenziare i disservizi, se vogliamo che le cose cambino. Osservare la realtà è il primo, fondamentale passo per tentare di cambiarla.

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2 comments

  1. La Giunta dei Fantastici 4! - Osservatore Lucano - Osservatore Lucano Rispondi

    […] Lungi da me giudicare qualcosa o qualcuno prima di vederlo all’opera, credo che una mediazione con i consiglieri e una giunta “mista” (con un paio di innesti esterni tra cui una sacrosanta donna e altri due eletti) avrebbe facilitato il lavoro della nostra amministrazione. Sono altrettanto convinto che non ci sarebbe stato bisogno di andare a pescare fuori regione per trovare personalità tecniche di rilievo per rinnovare a tutti i livelli le nostre politiche, però probabilmente sarebbe stato più difficile slegarli da interessi particolari, questo va ammesso. Con questi “Fantastici 4” come li ho battezzati nel titolo, l’unico rischio è che facciano gli interessi particolari del governatore, (difficile con un’opinione pubblica in gran fermento e consiglieri pronti a farne le pulci) ma la speranza è che apportino qualità e competenze al servizio di tutti i lucani: abbiamo davvero bisogno di un rinnovamento reale su tutti i fronti, come denunciavo anche ieri nel post sullo stato dei nostri attrattori turistici. […]

  2. Enzo Rispondi

    Verità disarmanti.