Simone Rugiati : rock chef!

La rock star della cucina italiana del momento. Creativo. Amato, soprattutto dal pubblico femminile. Volto noto del piccolo schermo, “Cuochi e Fiamme” e “Food Maniac” in onda...

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La rock star della cucina italiana del momento. Creativo. Amato, soprattutto dal pubblico femminile. Volto noto del piccolo schermo, “Cuochi e Fiamme” e “Food Maniac” in onda su La7d e “Io me e Simone” e “Io, Simone e gli altri” su Gambero Rosso Channel. Autore di numerosi libri di cucina, “Cucina per single”, “Stupire in cucina in 20′ ”, “Storie di brunch”, “Casa Rugiati” e molto altro. Sempre attivo sui social network, e non solo, tanto da ideare una Factory House multifunzionale da utilizzare come location per gli eventi gastronomici. Ospite a Venosa per la prima serata del Basilicata Wine Festival.
E’ Simone Rugiati. E l’ho intervistato per voi.

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Simone Rugiati durante lo show cooking

Se dovessi improvvisare un piatto che racconti la tua esperienza in Basilicata, quale sarebbe?

Sono stato poco in realtà. Ma conosco le vostre meraviglie. Farei un filetto di maiale, con una farcia di finocchietto selvatico sbollentato, caciocavallo podolico e pan grattatato. Una sorta di rosti fritto, in modo che sembri un sandwich, però di filetto di maiale.
Ho visto in viaggio immensi campi di cavolfiore. Userei anche quello, è in stagione perfetta. Un ortaggio un po’ bistrattato, purtroppo. In realtà è un grandissimo prodotto. Farei, quindi, una crema soffiata di cavolfiore, dal gusto neutro, per usarla come base del filetto di maiale.

Stai portando avanti una tua personale rivoluzione culinaria? Se sì, in cosa consiste?

Nella mia carriera ho sempre cercato di dividere i momenti in cui io sono in cucina e gli altri mangiano – e qui posso mettere a lavoro 50 persone e creare piatti elaboratissimi, che bisogna solo godersi e non riprodurre a casa -, da quelli in cui sono in video o davanti al pubblico. In quest’ultimo caso, la cosa migliore è fare piatti semplici che possano essere ricreati facilmente. Far capire che se si ha ottima materia prima si ha il dovere di rispettarla e toccarla il meno possibile. La mia rivoluzione? Buona materia prima e semplicità!

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con i sommelier prima dell’evento

In che direzione si sta muovendo la nostra cucina?

Stiamo, fortunatamente, già da un paio d’anni, tornando molto indietro. Sei, sette anni fa c’erano spume, gelatine, e roba simile ovunque: sembrava che la cucina stesse diventando un medicinale. Ora si sta tornando alla cucina tradizionale, quella povera, che in realtà è quella ricca: crema di fave, per rimanere in Basilicata, grandi salumi, grandi formaggi. C’è meno tempo di una volta per cucinare, e le grandi eccellenze italiane si esprimono con prodotti già finiti, pronti da mangiare, comodi. E ben venga! Ma coi prodotti che si trovano in questi eventi, non quelli reperibili ovunque in Italia, o all’estero, dove trovo, ad esempio, il salame affettato a temperatura ambiente, come negli Stati Uniti. Io conosco la fatica di chi lavora “dietro” la produzione di cibo di nicchia: quello che muove è la passione, non il denaro. Dobbiamo non accontentarci del primo prodotto a tiro, ma scegliere con cura, altrimenti queste realtà, che fanno della nostra cucina una delle migliori al mondo, moriranno. Esaltiamo le piccole eccellenze italiane, in modo tale da trovarle sempre disponibili persino nel negozioetto vicino casa.

Che progetti stai seguendo adesso?

Tanti. Troppi. (Il primo sarebbe riuscire a trovare un weekend libero!)
Ho messo su una location a Milano che si chiama “Food Loft”, come il portale http://www.foodloft.it , e sta andando molto bene. Ho la mia factory, la mia cucina-laboratorio, e stiamo facendo un evento dopo l’altro. Finalmente, però, posso lavorare a casa mia.

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durante l’intervista

Che ricordo ti porterai dietro di questo weekend lucano?

L’accoglienza. Una giornata stupenda, a fine di una settimana frenetica: da Milano, a Verona, Arezzo, poi Sicilia, lunedì in Belgio. Oggi sole, ottimo cibo, gran vino e compagnia. Più che lavoro, è stata vacanza.

photo credits: Nicola Bisceglia, Giuseppe Orlando

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