Un viaggio alla ricerca dei sensi: Gocce di tuberosa

In data quattro febbraio 2017, la galleria “Porta Coeli International Gallery” ha inaugurato la mostra d’arte di Maria Luisa D’Eboli con il Vernissage “Gocce di...

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In data quattro febbraio 2017, la galleria “Porta Coeli International Gallery” ha inaugurato la mostra d’arte di Maria Luisa D’Eboli con il Vernissage “Gocce di tuberosa”.

Il vernissage si configura come ” un viaggio alla ricerca dei sensi” dove, attraverso dodici profumi diversi associati ad hoc per dodici singole opere, si è cercato di stimolare a livello celebrale diverse esperienze sensoriali .

L’ innovazione della galleria d’arte “Porta Coeli International Gallery” è stata quella di creare questo connubio tra vista e olfatto in modo che le opere venissero rivisitate sotto varie forme.
Molti sono gli studi scientifici che si sono soffermati ad indagare quanto l’ esperienza olfattiva potesse  influire a livello celebrale.
Ad esempio nell’opera “La violoncellista” il feeling tra la musica e i profumi è pregiato ed alchemico. Oppure nell’opera “Aux courses Hippiques” i legni e i tessuti pregiati, sigari e fiori sono serviti per scandire il ritmo mondano  del jet set internazionale. 

Molto curioso il fatto che anche nella storia molti studiosi si sono soffermati ad analizzare questa ipotesi. Ad esempio, per  Aristotele e Darwin, l’olfatto è il più mediocre di tutti i sensi. Al contrario Proust ha scritto pagine intere sul fascino e il potere degli odori, ma ben prima che Süskind facesse del profumo non solo il titolo di un romanzo, ma la chiave di volta di un’affascinante avventura umana.

Maria Luisa D’Eboli è un’artista internazionale che si divide tra l’ Italia e la Francia. Come egli stessa ha riferito durante il vernissage ama dipingere non solo per comunicare con gli altri ma anche per comunicare con se stessa.
Il suo percorso nasce dal bisogno nonché dall’esigenza di utilizzare le sue arti espressive. Durante il corso della sua vita molto significativa è stata la sua esperienza con la danza. Durante una lezione di Flamenco non riuscì a riprodurre dei passi. Tornata a casa, siccome il suo senso di frustrazione era forte,  decise di riprodurre su tela ciò che non era riuscita a fare attraverso il ballo. Ed è così che nasce su tela la sua prima ballerina di flamenco, in quel modo si è sentita di aver riprodotto quel famoso passo.  
Le sue opere hanno cinque colonne portanti: la danza, le case, i cavalli, le barche e la musica.
Il movimento è una forma mentis del modus operandi delle sue opere.
Il movimento inteso come  il cambiamento di costituzione di un corpo nello spazio e nel tempo.

Maria Luisa D’Eboli è molto attratta dal movimento che rigenera la sua pittura in continua evoluzione.Alcune delle case dipinte sono senza radici, quasi sospese dal suolo, barche senza timoniere o donne ritratte di spalle.

“Ci sono cose che non conosciamo fino al momento che qualcuno non ci chiede di descriverle”.
(Aniello Ertico)

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