• Vito Domicelli
  • novembre 20, 2019
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Cagliari: Sacro E Profano Si Fondono Nella Festa Di Sant’efisio

Cagliari: Sacro E Profano Si Fondono Nella Festa Di Sant’efisio

30 aprile – “Non chiamatela sagra” dicono i fieri cagliaritani. Per loro ogni primo maggio si svolge la Festa, l’evento, l’atto di fede. Quello che anche quest’anno celebra il martirio di Sant’Efisio avvenuto nel 303 a Nora. Si tratta, infatti, di un pellegrinaggio in piena regola e una tradizione viva da 345 anni, della festa sacra che unisce tutta la Sardegna fino a raggiungere proporzioni da record. Per seguirla arriveranno a Cagliari almeno 300 mila persone, un terzo dei quali turisti, tutti con la speranza di trovare un buco per assistere da vicino alla manifestazione. Sì, perché lo spettacolo è di quelli da non perdere: ci saranno delegazioni di 55 paesi della Sardegna, 74 gruppi folk, oltre 3000 persone in costume tradizionale, 33 traccas (carri decorati con fiori e trainati da buoi) con 500 persone e una trentina di “carradori”, 166 cavalieri campidanesi e 70 miliziani. La festa ha inizio alle 10 di mattina da via Sant’Ignazio con la sfilata dei traccas seguiti da gruppi di danzatori e musici in costume e ancora da pescatori che procedono a piedi nudi. Questo è il preludio all’arrivo del Santo, annunciato da cavalieri e dalla scorta armata, da una parata d’uomini in divise d’epoca in cui i lustrini e i decori si sprecano. L’imminente arrivo dell’oggetto di culto è poi avvertito per il sopraggiungere di una musica che apre un varco tra la folla intenta ad arrivare al cocchio seicentesco. Inizia così la gara per sfiorare vesti e addobbi, per scattare foto e per sentirsi dentro all’evento. Il piacere, in effetti, sta proprio nel sentirsi attraversare da questo fiume di persone, di costumi, d’animali, di devozione: è come essere condotti per mano in un viaggio attraverso i tempi e le tradizioni. La folla si richiude poi tutta attorno a Sant’Efisio, per seguirlo tra …

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